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Corsetti e protesi ad alta tecnologia, l’idea barese di Ortopedia 3D premiata al DigiThon

“Pazienti scannerizzati in pochi secondi”

L’azienda innovativa di Acquaviva delle Fonti produce soluzioni creative per un settore dalle enormi potenzialità, assisstendo laboratori ortopedici in tutta Italia

Scannerizzare il corpo in 3d per poi realizzare protesi su misura o strumenti medicali per situazioni difficili da risolvere con le tecniche tradizionali: nel Barese una startup del settore rientra tra i progetti più innovativi con un premio ottenuto qualche giorno nel contest nazionale ‘DigiThon’ di Bisceglie. L’azienda, Ortopedia 3D è in fase di costituzione ma da due anni vede impegnato un gruppo di 5 persone ad Acquaviva delle Fonti, dove si studiano soluzioni innovative per un settore dalle enormi potenzialità. Il team è composto dal fisiatra Lelio Leoncini, da Francesco Ciriello (laureato in architettura), Giuseppe Bruno (laureando in fisica dei Materiali), Martina Leoncini (studentessa in medicina) e Giovanni Musci (tecnico ortopedico).

“Il progetto – spiega Ciriello a BariToday – è nato sei anni fa dalla ricerca personale del dottor Leoncini su casi clinici complessi per superare i limiti dovuti a situazioni particolari. Abbiamo costruito un team con competenze varie per sviluppare un nuovo processo realizzativo dei manufatti ortopedici, anche perché le metodologie tradizionali hanno una lavorazione artigianale e lunga”. Con uno scanner 3D il paziente viene analizzato per poi procedere alla costruzione corsetti, busti e protesi perfettamente modellate sulla persona: “In questo modo – aggiunge Ciriello – possiamo effettuare delle correzioni che sarebbero impossibili con un modello tradizionale”.

Stampanti 3d e scanner per il corpo

Tra i casi più particolari, risolti da Ortopedia 3D, anche quello di un paziente con asportazione dell’intestino e di 7 costole: “Era impossibile – afferma Ciriello – prendere un calco in gesso con la persona in piedi per tre ore. Sono bastati pochi secondi per ottenere la scannerizzazione dell’intero corpo e quindi procedere”. Una buona maniera anche per eliminare lo smaltimento proprio del gesso. Ortopedia 3D, con la vittoria di DigiThon, ha ottenuto un percorso d’incubazione con un’azienda di Milano e guarda al futuro, anche costruendo una nuova stampante 3D con tecnopolimeri: “Collaboriamo con molte officine ortopediche italiane. Il nostro modello è quello di fornire i nostri protocolli per aggiornare i loro e digitalizzare i processi di realizzazione che sono spesso ancora antiquati”.